info@censacucco.it
www.censacucco.it
Presentazione al libro il fiore selvatico
Il fiore selvatico è simbolo di semplicità e purezza, ma nel suo piccolo habitat è proteso all’universo. Accoglie i raggi del Sole, osserva le albe e i tramonti, ha radici piantate nella terra madre della vita.
Il fiore selvatico è simbolo d’una forza invincibile perché tutto passa, ma i fiori continuano a sbocciare in ogni angolo della terra, fra le rocce delle montagne, dall’asfalto delle strade delle nostre città, da ogni muro irto di difficoltà che l’uomo erge a se stesso e agli altri.
I versi liberi ed armonici di Luca Santilli obbediscono al monito Delfico ‘conosci te stesso’ in modo molto personale, esprimono una autentica esperienza interiore che in se stesso conosce il mondo, vive i suoi sentimenti, incontra la vita ed è aperto alla natura che lo circonda come fosse un ricordo perenne della sua essenza.
Il poeta ascolta anche “le urla dei naufraghi” ed è aperto all’umanità senza pace.
“Tra i fiori pronti a sbocciare\ come sentimenti in primavera\ IO… avverto il suono della tua voce.” In quest’anima che respira è presente e consapevole l’ IO, un IO che sente, conosce, e vive nella sua e nell’altrui realtà senza smarrirsi, come autentico sperimentatore. Ammirare la natura è il modo per ritrovare la volontà per continuare i suoi progetti, per sentirsi parte del tutto con amore.
“L’amore è una ricerca costante| che rompe gli argini della vita.” Qui la parola Amore è usata in senso universale di amore verso tutti e rispetto d’ogni essere vivente.
Interessante è l’uso dei verbi ‘rompe’ ’spacca’ molto decisi per esprimere un sentimento forte, una volontà di agire nel mondo efficacemente con la parola.
Eroica ricerca che conduce “alla metamorfosi della coscienza”: sente la sua anima che vive senza smarrirsi entro e fuori dei suoi limiti. Ricerca costante, sensibilità profonda nella centralità d’un IO che può permettersi di nuotare fra le onde dell’anima fatta di carne senza perdere se stesso.
Luca “sente e respira le acque del tempo e del silenzio.” Cerca la pace in se stesso e nel mondo e di fronte agli orrori di tutte le guerre ed ingiustizie “si erge come un Angelo” per proteggere col suo amore il dolore degli altri.
Fa parte di una umanità nuova che non subisce gli eventi della vita passivamente, ma vuole migliorarla, si adatta, ma non si adegua, vuole cambiare il mondo per questo scrivere è la sua ‘missione’. Canta l’amore portando incontro agli altri e agli eventi la sua piena consapevolezza. Questo accogliere in se l’altro rende l’umanità migliore perché la rosa adornando se stessa adorna anche il giardino.
“Una lacrima solare\ spacca la terra\ irta di ghiaccio.” Questa è la vera potenza di coloro che sembrano impotenti, è la forza del calore di chi ama e piange per tutti nella muta oscurità della umanità sofferente, scioglie il ghiaccio nei cuori degli indifferenti, penetra nel “destino infausto” e lo trasforma.
I poeti cambieranno il mondo, lo hanno sempre cambiato senza far rumore, oggi più che mai perché sono i tanti portatori viventi di sogni e ideali che fiumi di menzogne e false illusioni non potranno mai cancellare né oscurare. Sono il sale della terra, il lievito del pane che nutre ogni anima affamata di giustizia, di pace e verità.
La parola vivente sconfiggerà un giorno tutti i falsi poteri, che smascherati si scioglieranno come neve al Sole, basta una lacrima solare di ciascuno di noi a trasmutare il ghiaccio della Umanità in prati di fiori selvatici.
Le lacrime solari hanno la potenza del Sole, provengono dal centro dell’essere, di ogni essere, il poeta desta l’anelito alla luce che vive nel cuore di ognuno. La luce della consapevolezza splende come le stelle del cielo ad illuminare l’ottusità delle anime oscurate dal quotidiano penare inconsapevole.
Forse non ci sono più i grandi poeti che esprimevano la loro epoca, ma siamo una coralità di voci silenziose, apparentemente sommerse dal rumore del mondo, come tante luci che brillano nelle tenebre.
Censa Cucco